Test allergologici

Sulla base dei sintomi descritti dal paziente si praticano i test per individuare la sostanza responsabile della reazione allergica. Un approfondimento diagnostico in campo allergologico risulta necessario tutte le volte che ci si trovi in presenza di qualsiasi patologia respiratoria, dermatologica o gastrointestinale suggestiva di patogenesi allergica, soprattutto se esiste una storia familiare (parenti di primo grado: genitori e/o fratelli) e/o personale che indirizzi verso tale gruppo di sindromi: lo specialista allergologo rappresenta l’interlocutore ideale.

test allergologici in vivo

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I test allergologici più conosciuti e più frequentemente utilizzati sono i test cutanei (skin prick test), che consistono nell’applicare una goccia di estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio facendola penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile. Infatti, contrariamente a quanto si dice comunemente, i test cutanei possono essere effettuati fin dai primi mesi di vita, essendo le strutture biologiche necessarie alla risposta (mastociti, recettori, mediatori, IgE specifiche) già presenti dal 1° mese di vita.

 

i risultati

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Ovviamente gli SPT da soli non fanno fare diagnosi di malattia! Essi ci dicono soltanto che il paziente è sensibilizzato a quel determinato allergene. Ma per completare l’iter diagnostico e stabilire un corretto nesso di causa-effetto, è fondamentale una adeguata correlazione tra quadro clinico e positività agli SPT. Per esempio se un paziente risulta positivo alle graminacee ma ha solo sintomi invernali è evidente che non esiste alcun nesso etiologico. E ciò è ancor più importante nell’allergia alimentare: se non c’è una chiara e recente storia clinica di reazione di tipo immediato, anche in presenza di test (SPT/IgEs) positivi non è assolutamente giustificato mettere a dieta il bambino senza un TPO (test provocazione orale in ambiente protetto). Anche una negatività dà delle utili informazioni, dato che essa ha un elevato valore predittivo negativo (estremamente improbabile una forma IgE-mediata se test negativo). Sono poche le situazioni che controindicano l’esecuzione dei prick: ricordo l’impossibilità di sospendere farmaci che ne sopprimono la risposta (per es. antistaminici), e la presenza di una estesa dermatite. Per le allergie alimentari può essere utile eseguire i test cutanei anche con alcuni alimenti freschi, utilizzando la metodica del prick by prick.

 

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